Do not waste tears on Clams
g.olmo stuppia
Dal 23 febbraio al 1 marzo 2018

okIMG_9124Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

okIMG_9123Bronzo, fusione in bronzo, 6x4x1,5 cm, 2018

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Erotico, video loop, 7’28”, MiniDV riversato in digitale, 2018

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Mito, video loop, 15’47”, MiniDV riversato in digitale, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Sans Title, olio su tela, 10×20 cm, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams, performance, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018 ph. Costanza Sartoris

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Do not waste tears on Clams, performance, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018 ph. Costanza Sartoris

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Do not waste tears on Clams, performance, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018 ph. Costanza Sartoris

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Do not waste tears on Clams, performance, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018 ph. Costanza Sartoris

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Do not waste tears on Clams, performance, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018 ph. Costanza Sartoris

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

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Do not waste tears on Clams exhibition view, Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna, 2018

[ITA]

Il progetto site specific di g. olmo stuppia (Milano 1991) per Gelateria Sogni di Ghiaccio approfondisce la relazione tra intensità, gesto e memoria. Acquisendo nella pratica in situ a Bologna delle Cassette MiniDV dall’archivio personale dell’artista e delle dérive sui colli bolognesi nei giorni antecedenti il vernissage prende forma Do not waste tears on Clams.
Le cassette MiniDv, amatorialmente realizzate dal 2000 al 2010, coprono un momento di crescita, esprimono un grumo ventrale narrando le esperienze umane prive di un filtro cosciente ma certamente posizionate – come il camcorder – tra i corpi e nel tempo. L’ambiente di “scultura espansa” che ne deriva è però aperto, proponendo un montaggio di una memoria attivatrice e non autobiografica.
Do not waste tears on Clams fa uso del display espositivo per spezzare l’aspetto estetizzante e fascinoso del clima artistico italiano e ritornare a fare dell’essere vivente un essere simbolico, utilizzando la digitalità per far emergere la “bellezza”, affinché non tutta la contemplazione sia un trastullo borghese ma attenzione all’altro, intensità verso l’altro.
Do not waste tears on Clams propone un comportamento scultoreo come forma: si prefigge di utilizzare il volume architettonico di Gelateria Sogni di Ghiaccio come funzione estetica, scomponendolo e impartendo alla costruzione una diversa grammatica legata all’intensità della fruizione. Una grammatica architettonica che propone un modo diverso di conoscere le pareti, il soffitto, la “calpestabilità” del project space inserendovi letteralmente nuovi elementi disegnati ad hoc. Nonostante l’assurdità delle parole del mondo, basta piangersi addosso pare indicarci il titolo che gioca spontaneamente con la lingua straniera. Lo sforzo della creazione artistica è sforzo condiviso in un paesaggio sociale disarmante che si fa bronzea scultura. I video delle MiniDV mixati a spezzoni di video e film rigorosamente installati in formato 4:3 assumono così un valore per tutti i partecipanti e non solo per chi li ha esperiti. L’andirivieni dei fruitori sarà diversamente cadenzato rispetto alla “norma” tradizionalista del cubo bianco. Do not waste tears on Clams ordina, impartisce e scrolla il vuoto, compiendo un omaggio alla circolarità del tempo nelle profonde relazioni che soggiacciono lontane dalla triste razionalità. Tornando alla scultura e alla pittura per divaricare il cerchio del tempo.

[ENG]

g. olmo stuppia’s site specific project conceived for Gelateria Sogni di Ghiaccio underlines the relationship between intensity, gesture and memory. Do not waste tears on Clams uses the synthesis of the space exhibition to break the Italian artistic fascinating aspect with the aim to turn the human being into a symbolic figure. Converting the digital to let the “beauty”emerges where the contemplation highlights the diversity and not a bourgeois pastime. From the video tape MiniDV to the the sculpture as expanded field, Do not waste tears on Clams offers a sculptural behavior as a form: it is intended to use the architectural project space environment as an aesthetic function, splitting it and giving it a different grammar related to the spatial perception intensity.