AUMAI
(Family Matters)
Giacomo Giacomo (Daniele Pulze)

[con un intervento di /77]
Dal 24 al 27 maggio 2017

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IMPERDIBILE!
Vasto Assortimento,
Gran Colubre,
Antica Sapienza,
Pulizia della Casa,
Geopolitica
e molto altro ancora…
OFFERTA VALIDA FINO AL 27 MAGGIO 2017

il progetto AUMAI nasce dall’interesse per l’ibridazione culturale fra Cina e Italia, in particolare per gli aspetti del fenomeno che più da vicino condizionano la cultura popolare. Aumai è infatti una nota catena di mercatoni sinoitaliana in forte crescita negli ultimi anni. La sua estetica sembra originarsi dalla necessità di adattare produzione e design “made in China” al mercato Italiano, senza che tuttavia vi sia una reale comprensione reciproca fra le due nazionalità. La somma di fraintendimenti ed errori di traduzione che ne derivano genera prodotti culturali nuovi ed estremamente interessanti.

Per pubblicizzare la mostra sono state create delle locandine che richiamano l’estetica del mercatone e che indicano l’artista con il nome di Giacomo Giacomo. Quest’ultimo è figura del tutto inventata, il cui nome fa riferimento alla locuzione italiana usata per descrivere le gambe o le ginocchia tremanti che non reggono il corpo.
Le opere esposte, realizzate con materiali comprati al mercatone ed installate con evidente maldestria, rimandano tanto all’universo formale quanto a quello contenutistico di Aumai. I titoli descrivono i lavori in modo colloquiale ed ingenuo.

Ad un performer è stato chiesto di interpretare Giacomo Giacomo durante l’inaugurazione. La figura d’artista, dall’abbigliamento alle caratteristiche comportamentali, è stata costruita in conformità con il carattere della mostra. Il personaggio è estremamente timido, con evidenti difficoltà relazionali, restio a parlare del proprio lavoro a chi glie ne chiede informazioni ed incapace di fornire una spiegazione in merito alle proprie scelte. Si aggira per la sala con un sacchetto di plastica in mano, mostrando di tenerne in gran conto il contenuto, rigorosamente segreto a chiunque altro.

Giacomo Giacomo (Occhiobello 1983) si forma fra il Liceo Artistico di Ferrara e l’atelier di Roberto Cuoghi; prosegue gli studi presso l’Accademia di belle arti di Ravenna. Vince il premio Sponga (2011), Si qualifica fra i finalisti del premio Furla (2013) Partecipa alla residenza per giovani artisti del premio Campigna a Santa Sofia (FC) nel 2016. Fra le mostre: “Cavolo”, Art&art gallery (2016); “Consumption – prix pictet”, fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2014), “NoPlace.Space”, Suzzara (2016).